
Philippe Maecht (notizie 1605-1655), Arazzi con Storie di Artemisia, 1615-1620 circa
La Sala arazzi prende il nome dagli eccezionali nove parati facenti parte della serie con le Storie di Artemisia (un arazzo è collocato attualmente in Palazzo Reale), uno dei più preziosi cicli conservati tra le collezioni sabaude. Intessuti in lana e seta con fili d’oro e d’argento dal tessitore Philippe Maecht, attivo a Parigi sino al 1619, narrano le vicende di due donne di nome Artemisia: l’alleata dei Persiani che partecipò alla battaglia di Salamina nel 480 a.C. e colei che fece erigere il Mausoleo di Alicarnasso.
Il nucleo di dieci panni giunse a Torino entro il febbraio del 1620, acquistato a Parigi presso la prestigiosa arazzeria dei Gobelins. Il committente, il principe di Piemonte Vittorio Amedeo, aveva l’intenzione di usarli per ornare tre stanze del Palazzo Ducale di Torino: nel XVII secolo gli arazzi costituivano il sontuoso rivestimento degli ambienti in cui si svolgevano i riti più significativi per la vita della corte. Gli arazzi cambieranno più volte destinazione, arredando le più importanti sale delle residenze sabaude: nel 1656, in occasione della visita di Cristina di Svezia a Torino, risultano allestiti nella Camera di parata di Palazzo Madama, mentre dal 1758 verranno risistemati per essere accolti nelle stanze del duca Benedetto Maurizio in Palazzo Chiablese, dove sono stati riallestiti nel 2007 a seguito di un accurato restauro.

